5 domande a ...

Dott. Stefano Dati
Responsabile U.O.S.D.
Ospedale Policlinico Casilino in Roma
1. Dott. Dati, quante donne si rivolgono ogni anno al suo centro per curare l’incontinenza urinaria?
Attualmente le pazienti affette da incontinenza urinaria che si rivolgono presso l’ambulatorio di Uro-Ginecologia dell’Ospedale Policlinico Casilino (Asl Roma B) sono oltre 1000 in un anno, con una media settimanale di 25 pazienti.
2. Quali le soluzioni al problema, normalmente le donne le conoscono?
La soluzione alla problematica “incontinenza urinaria” nelle sue diverse forme (incontinenza da stress, incontinenza da iperattività detrusoriale, incontinenza mista) si attua attraverso un iter diagnostico – clinico – strumentale (diagnostica urodinamica), che indirizza a trattamenti individualizzati di tipo farmacologici e/o riabilitativi e/o chirurgici. Ad oggi, almeno l’80% delle pazienti non conoscono il problema, anche per la difficoltà e l’imbarazzo ad esporlo.
3. Lei è un chirurgo. Può descriverci brevemente in cosa consiste il più diffuso intervento per l’incontinenza urinaria?
L’intervento più diffuso ad oggi è senza dubbio la TVT, una tecnica di posizionamento suburetrale di una banderella di materiale sintetico “tension free”, attraverso l’inserimento di aghi per via retropubica o transotturatoria, oppure con un dispositivo mini-invasivo di ultima generazione denominato TVT-Secur.
4. Quali sono i benefici per le pazienti ed il tasso di successo?
L’immediato effetto è la regressione del sintomo, con notevoli ripercussioni positive sulla qualità della vita e nelle relazioni psico-sociali. Ad oggi riscontriamo nel nostro centro un tasso di successo superiore al 90% con il trattamento retropubico e transotturatorio. Attualmente stiamo equiparando i risultati anche con la nuova tecnica mini-invasiva TVT-Secur.
5. Oltre l’incontinenza urinaria, quali altri tipi di interventi esegue nella sua struttura?
Nel Centro di Uro-Ginecologia del Policlinico Casilino si eseguono anche interventi chirurgici per il trattamento di cistoceli e di rettoceli/enteroceli, associati o meno ad isterectomia vaginale, oltre ad interventi per il trattamento dei prolassi della volta vaginale (anteriori, posteriori e/o apicali), con seduta operatoria settimanale di 12 ore dedicata a tali patologie disfunzionali.
24/09/2007